Trekking Bologna-Prato

Nei giorni scorsi ho avuto la possibilità di partecipare al trekking lungo “La via della lana e della seta” organizzato dalla fondazione per lo sport Silvia Parente. Si è trattato di un cammino inclusivo tra non vedenti e normodotati durato cinque giorni, nei quali abbiamo percorso più di 110 km superando i 4000 m di dislivello, su sentieri spesso molto ripidi e accidentati particolarmente difficoltosi per noi ciechi. La partenza da Bologna e l’arrivo a Prato è stata una prova superata da tutti, ponendo ogni giorno con determinazione un piede davanti all’altro nel senso letterale del termine, trasportando gli zaini pesanti che sembravano far parlare le nostre spalle nel chiedere pietà, sopportando il sole a picco che per fortuna nel sottobosco veniva schermato dalle fronde degli alberi e ricordo il sollievo alle destinazioni serali che sembravano non arrivare mai. Sin da subito si è creato un gruppo unito caratterizzato da una forte complicità, tanto che non esistevano quasi accompagnatori e accompagnati ma tutti ci aiutavamo l’un l’altro, dal semplice gesto di cedere la propria borraccia al compagno che aveva finito la scorta di acqua, ai tentativi di superare le zone fangose provando a non sporcarci troppo, cosa impegnativa al massimo considerate le pozzanghere simili a piscine che ci è capitato tal volta di incontrare. In breve tempo siamo riusciti a creare un legame di gruppo che ha fatto dell’eterogeneità il suo collante, portando l’allegria in tutti i posti in cui ci siamo fermati, dai piccoli villaggi dove sostavamo a riposare, agli agriturismi destinati ai pernottamenti. Le descrizioni di chi poteva osservare il paesaggio, hanno concesso a noi non vedenti di esplorarlo con l’immaginazione, mentre gli altri sensi ci hanno permesso senza distinzioni di percepire i suoni e gli odori unici della natura. Indelebili nella mia memoria le mille risate, le lezioni di vita provenienti da coloro che hanno problemi simili ai miei, i canti e i balli al ritmo dell’organetto suonato da uno dei membri del team e in definitiva posso dire che si è trattata di una delle più belle esperienze che io abbia mai sperimentato. Personalmente si è anche trattato di uno scarico attivo dal mio periodo intenso di allenamenti, che concedendomi di riposare la mente e il fisico dalle fatiche sportive a cui sono abituata, mi permette di notare già al rientro a casa una miglior resa negli allenamenti sia di atletica che di ciclismo.


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