Velatrek

Se come a me ti piacciono sia la vela che il trekking, perché non partecipare a un Velatrek? Avendo trovato stupenda questa idea proposta dall’associazione NoisyVision, che organizza viaggi inclusivi tra vedenti e non vedenti, ecco che sono approdata nei cosiddetti Caraibi siciliani, ovvero alle isole Egadi. In 12 ci siamo incamminati sul pontile del porto di Marsala, ciascuno con a spalle il proprio grande zaino sportivo e con in testa un mix di ottimistiche aspettative sulla settimana che avremmo vissuto insieme. “Si chiama Pianeta Marte, la nostra barca a vela, uno slope di 15 m, a dir poco fantastico ragazzi, tutto tutto interamente bianco”, più o meno queste sono state le parole dello skipper quando ci ha fatto mettere piede per la prima volta in barca, mostrandoci e facendoci toccare con calma ogni spazio. Dopo aver sistemato quattro mega carrelli di viveri in cambusa, abbiamo preso il largo drizzando le vele, con l’intento di trascorrere circa due giorni su ciascuna isola: Favignana, Levanzo e Marettimo. Ogni sera, quasi sempre in rada come piace ai veri marinai, il comandante ci illustrava il programma della giornata successiva, principalmente analizzando il meteo ed in particolare il vento, perché come si dice: se in montagna comanda la montagna, al mare comanda il mare. Mi faceva piacere svegliarmi all’alba con il suono dei rumori dei compagni che mano a mano si alzavano e, mentre alcuni facevano il primo bagno della giornata, adoravo raggiungere la prua della barca per praticare qualche minuto di meditazione percependo sul viso la nascita del sole. La colazione condivisa in mezzo al mare mi trasmetteva un senso di pace, donandomi allo stesso tempo l’energia necessaria per affrontare una giornata di Trekking estivo sotto il bollente sole siciliano. A piccoli gruppi, sul tender, raggiungevamo la riva con gli scarponcini in mano e lo zainetto con il necessario per la giornata, in cui personalmente oltre alla crema solare e ai 2 l di acqua fondamentali, portavo le uova sode da mangiare abbinate a frutta e frutta secca. I Trekking che abbiamo affrontato erano relativamente semplici ma resi più faticosi dal gran caldo, che ci portava a restare un’oretta a riposare durante il picnic di pranzo sotto gli alberi verso mezzogiorno. In ogni passo i compagni vedenti hanno guidato noi non vedenti, fondendo la fermezza con la dolcezza e soprattutto donandoci descrizioni precise e pazzesche dei paesaggi che ci circondavano. “Si crea un contrasto unico tra il verde brillante della natura con il mare così azzurro da essere quasi trasparente, poi nel celeste del cielo ci sono all’orizzonte nuvole soffici che sembrano panna montata”, queste alcune delle parole della guida escursionistica, magiche alle mie orecchie, semplicemente capaci di farmi immaginare tutto ciò che non riuscivo a vedere. Ricorderò sempre la sensazione delle dita dei compagni vedenti che sulla schiena oppure sul palmo della mano mi disegnavano la forma delle isole per rendermi chiara l’idea, così come terrò a mente la pazienza di coloro che si sono dedicati a darmi un’infinità di aiuti in questi ambienti per me nuovi e sconosciuti. In genere rientravamo in barca a metà pomeriggio per fare un bagno rinfrescante, oltre a utilizzare un doccia schiuma biologico per lavarci e al contempo non danneggiare l’ambiente marino. In merito a questo ho sofferto un po’ l’assenza dell’acqua dolce per una doccia, poiché ognuno di noi poteva appena utilizzare la scorta di acqua nel container per lavarsi mani e viso. Nei tardi pomeriggi si veleggiava verso la meta successiva, rilassandoci un pochino prendendo il sole a prua ma anche radunandoci nel pozzetto a poppa ad ascoltare con piacere i racconti marinareschi del capitano e carpendo da lui più informazioni possibili sulle tecniche di vela. Solo in un paio di occasioni il mare era mosso e sono stata così male da voler sparire sinceramente, ma zenzero e limone e soprattutto le chiacchiere dei miei nuovi amici mi hanno aiutata a distrarmi. Una volta giunti a destinazione, c’era la possibilità di fare ancora un tuffo prima di collaborare nella preparazione della cena, dove i ragazzi vedenti hanno sempre fatto il grosso del lavoro, poiché noi ciechi in una cucina nuova, totalmente diversa dalla nostra abituale a casa, eravamo in seria difficoltà a gestire qualunque cosa. Fin troppo presto arrivava la sera e, con una grande luna che si faceva sempre più piena sopra le nostre teste, ci dividevamo un cannolo siciliano oppure una squisita pasta di mandorla. Questo Velatrek per me è stato un viaggio fantastico in cui ho potuto esplorare isole selvagge ascoltando in lontananza le onde del mare che si infrangevano sugli scogli e mi sono sentita connessa con il mio amato mare, ogni volta che veleggiavo e ciascuna sera in cui mi addormentavo cullata dalle onde. Al termine della vacanza siamo stati tutti d’accordo nel riconoscerci privilegiati per aver potuto partecipare a un’esperienza così eccezionale che spero di poter ripetere prossimamente. Ringrazio gli organizzatori per l’intensità del programma che sono riusciti a mettere in campo e sono altresì grata ai miei due sponsor che mi hanno accompagnata in quest’avventura: E9 per l’abbigliamento sportivo e Erba Vita per la nutraceutica e la cosmetica.

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