ARRAMPICATA

Il mio amore per l’arrampicata è nato durante un fine settimana in cui sono stata a Sondrio durante il meeting degli arrampicatori che si svolge ogni anno in questa località. Invitata dalla campionessa paralimpica Silvia Parente, ho scalato per la prima volta all’aperto e mi sono sentita libera a contatto con la natura. L’attrezzatura mi ha subito trasmesso sicurezza e da terra i miei amici mi davano consigli negli spostamenti. Man mano che salivo le voci dal basso erano sempre più lontane e in quel momento comprendevo il motivo principale che mi spingeva e che mi spinge tutt’ora verso la verticale ovvero che il mio arrivo in cima dipende solo da me perché l’arrampicata è appunto una sfida con se stessi nella quale ci si mette costantemente alla prova.

Questo sport mi ricorda la danza perché se i vari movimenti e gesti tecnici li faccio in modo armonioso ed elegante, mi sento una ballerina sulla roccia. Inoltre arrampicare non mi annoia mai perchè ogni volta cambiano sia le vie sia le prese così come dice la mia allenatrice è come essere in gelateria dove i gusti dei gelati sono sempre tanti e diversi.

Mi piace scalare autonomamente scegliendo da sola il percorso ma ci sono sempre delle vie tracciate da seguire con le prese di diverso colore in base alla difficoltà. Quindi quando arrampico il mio allenatore diventa anche la mia guida che mi comunica le indicazioni tramite un auricolare bluetooth.

Arrampico da settembre 2013 e nutro una forte passione per questo sport che mi ha portata ad intraprendere questa strada a livello agonistico con la società CUS Torino. Pratico tutte le 3 discipline quindi boulder, lead e speed in modo da essere un’atleta più completa possibile. È uno sport faticoso che mi dà tante soddisfazioni infatti, grazie alla pratica costante in palestra ho avuto un grande successo nelle gare in Italia e all’estero dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con atlete molto forti di tutto il mondo. ho gareggiato nel periodo 2014/2015 vincendo il Campionato Italiano, il Campionato Europeo in Francia e il Campionato Mondiale in Spagna. Dal 2016 ho orientato la mia passione verso l’alpinismo infatti ora sto facendo arrampicate all’aperto anche abbastanza lunghe perché parliamo di circa 300 metri dove la mia prima scalata è stata “Bucce d’arancia” sul Paretone di Machabi in Valle D’Aosta insieme alla mia guida alpina Davide Enrione. È stata un’esperienza molto emozionante durata circa 5 ore dove era necessario chiudere tutti e 9 i tiri per arrivare in cima e non era possibile farne soltanto alcuni come in un qualunque allenamento. Sentivo sotto le dita una roccia tutta da scoprire, il vento tra i capelli, il rumore lontano di un fiume e percepivo il vuoto sotto di me che aumentava sempre di più. Ho iniziato così una serie di mie vittorie personali dove ancora una volta il mio successo si basava sulla mia forza di volontà e sulla mia determinazione nell’arrivare in cima a tutti i costi.

Quando arrampico utilizzo soprattutto il tatto muovendo le braccia e le gambe in modo circolare per cercare al meglio tutte le prese e gli appigli possibili attorno a me. Scalo sia sul boulder cioè in orizzontale con la protezione del materasso, sia lead  e speed cioè difficoltà e velocità con corda e imbrago su pareti in verticale. Nella specialità Lead (ci sono vie sempre diverse e difficili e vince chi arriva più in alto) È molto importante il rapporto di fiducia tra l’atleta e la guida che insieme formano una squadra. È necessario capirsi rapidamente perchè non bisogna perdere tempo dato che le varie posizioni del corpo in parete sono scomode. Il mio codice di comandi si basa sulle ore dell’orologio ed è come se io mi trovassi al centro di un grande orologio dove mi viene detto per esempio “mano destra a ore 1 o piede sinistro a ore 9”. Invece quando arrampico nella specialità Speed (una via semplice omologata a livello internazionale dove vince chi arriva prima) sono autonoma perché si tratta di una via sempre identica che si impara a memoria in modo da farla nel più breve tempo possibile.

SCI NAUTICO

Nell’estate del 2017 ho conosciuto il campione paralimpico Daniele Cassioli che mi ha fatto provare lo sci nautico al Centro Federale di Recetto dove ho avuto tutte sensazioni positive e mi sono particolarmente divertita. Durante la prima lezione, ero alla sbarra accanto alla barca così l’allenatore ha potuto spiegarmi bene l’uscita dall’acqua e la posizione corretta da mantenere sugli sci una volta in piedi. Avendo fatto sempre sport non ho avuto troppa difficoltà, tanto che mi hanno fatto provare subito dopo dietro al motoscafo tenendo in mano il bilancino. Sin da quel giorno è presente il senso di libertà che provo ogni volta che la barca mi tira con sempre maggiore velocità, ma mi sento sicura perché so che non ci sono ostacoli davanti a me e che se cado posso soltanto finire in acqua. È bellissimo il costante contatto con la natura dove spiccano il sole e l’acqua e nelle pause tra una sciata e l’altra è possibile imparare facendo delle prove a terra oppure salendo in barca mentre sciano i compagni di squadra. Sono contenta di essere entrata a far parte di questo gruppo che è composto da persone speciali con varie disabilità ma che hanno dentro una grinta ed una forza pazzesche. Mi sono allenata intensamente per 2 mesi sia al Parco Nautico del Sesia sia al Marinella sul lago di Viverone, fino a vincere il Campionato Italiano e mi sento davvero molto soddisfatta.

Nelle prime lezioni con i due sci ho imparato ad uscire dall’acqua al momento giusto e a restare in scia dietro alla barca lasciandomi tirare. Successivamente mi hanno spiegato che è possibile passare a destra e a sinistra dell’onda e ci sono riuscita cercando di mantenere una posizione corretta che si è rivelata complicata soprattutto durante il passaggio al monosci. Ho tenuto duro e non mi sono arresa alle prime difficoltà ed ho fatto bene perché con la mia tenacia sono stata presto ricompensata con numerosi miglioramenti.

Nello sci nautico ci sono tre specialità: slalom, figure e salto. Io ho iniziato dalla prima e grazie all’audioslalom riesco a superare le 6 boe previste nel campo che deve essere chiuso in pochi secondi quindi la rapidità nella sciata è fondamentale. Ci tengo ad imparare anche le figure che sono tante, ad ognuna corrisponde un punteggio e l’atleta memorizza una certa sequenza perchè anche qua il tempo è contato. Il salto mi spaventa abbastanza e non so se un giorno mi attirerà provare a farlo poiché non amo le sensazioni di velocità e vuoto che caratterizzano questa specialità, nella quale l’atleta non vedente viene accompagnato dall’allenatore verso la rampa del trampolino e con precisione deve saltare il più lontano possibile.

PALMARÈS

Ho partecipato a varie gare paralimpiche collezionando vittorie in Italia e all’estero.

Anno 2018 Sci Nautico:

  • Oro al Campionato Italiano di slalom a Recetto-Piemonte
  • Doppio oro al Campionato Europeo di slalom singolo e a squadre a Roque-Brune (Francia)

Anno 2017 Sci Nautico:

  • Oro al Campionato Italiano di slalom a Recetto-Piemonte

Anno 2015 Arrampicata Sportiva:

  • Oro alla Coppa Italia di lead a Montebelluna-Veneto
  • Doppio oro alla Coppa Italia di lead e speed a Torino-Piemonte
  • Oro alla Coppa Italia di speed a Trento-Trentino Alto Adige
  • Oro alla Coppa Italia di lead a Gessate-Lombardia
  • Argento al Campionato Italiano di lead a Pero-Lombardia
  • Oro alla Coppa del Mondo di lead ad Imst-Austria
  • Oro alla Coppa del Mondo di lead a Sheffield-Inghilterra
  • Oro al Campionato Europeo di lead a Chamonix-Francia

Anno 2014 Arrampicata Sportiva:

  • Oro alla Coppa Italia di lead a Montebelluna-Veneto
  • Oro alla Coppa Italia di speed all’Expo di Bologna-Emilia Romagna
  • Oro alla Coppa Italia di lead a Prato-Toscana
  • Doppio oro ai Campionati Italiani di lead e speed a Torino-Piemonte
  • Argento alla Coppa del Mondo di lead ad Imsp-Austria
  • Argento all’evento del Rock Master di lead ad Arco-Trentino Alto Adige
  • Oro ai Campionati Mondiali di lead a Gijon-Spagna