PALMARÈS

Ho partecipato a varie gare paralimpiche collezionando vittorie in Italia e all’estero.

Anno 2020 Atletica:

  • Doppio argento nel mezzofondo e bronzo nella velocità ai Campionati Italiani a Jesolo-Veneto

Anno 2018 Sci Nautico:

  • Oro ai Campionati Italiani di slalom a Recetto-Piemonte
  • Doppio oro al Campionato Europeo di slalom singolo e a squadre a Roque-Brune (Francia)

Anno 2017 Sci Nautico:

  • Oro ai Campionati Italiani di slalom a Recetto-Piemonte

Anno 2015 Arrampicata Sportiva:

  • Oro alla Coppa Italia di lead a Montebelluna-Veneto
  • Doppio oro alla Coppa Italia di lead e speed a Torino-Piemonte
  • Oro alla Coppa Italia di speed a Trento-Trentino Alto Adige
  • Oro alla Coppa Italia di lead a Gessate-Lombardia
  • Argento ai Campionati Italiani di lead a Pero-Lombardia
  • Oro alla Coppa del Mondo di lead ad Imst-Austria
  • Oro alla Coppa del Mondo di lead a Sheffield-Inghilterra
  • Oro al Campionato Europeo di lead a Chamonix-Francia

Anno 2014 Arrampicata Sportiva:

  • Oro alla Coppa Italia di lead a Montebelluna-Veneto
  • Oro alla Coppa Italia di speed all’Expo di Bologna-Emilia Romagna
  • Oro alla Coppa Italia di lead a Prato-Toscana
  • Doppio oro ai Campionati Italiani di lead e speed a Torino-Piemonte
  • Argento alla Coppa del Mondo di lead ad Imsp-Austria
  • Argento all’evento del Rock Master di lead ad Arco-Trentino Alto Adige
  • Oro ai Campionati Mondiali di lead a Gijon-Spagna

ARRAMPICATA

Il mio amore per l’arrampicata è nato durante un fine settimana in cui sono stata a Sondrio durante il meeting degli arrampicatori che si svolge ogni anno in questa località. Invitata dalla campionessa paralimpica Silvia Parente, ho scalato per la prima volta all’aperto e mi sono sentita libera a contatto con la natura. L’attrezzatura mi ha subito trasmesso sicurezza e da terra i miei amici mi davano consigli negli spostamenti. Man mano che salivo le voci dal basso erano sempre più lontane e in quel momento compresi il motivo principale che mi spingeva e che mi spinge tutt’ora verso la verticale ovvero che il mio arrivo in cima dipende solo da me, perché l’arrampicata è appunto una sfida con se stessi nella quale ci si mette costantemente alla prova.

Questo sport mi ricorda la danza perché se i vari movimenti e gesti tecnici li eseguo in modo armonioso ed elegante, mi sento una ballerina sulla roccia. Inoltre arrampicare non mi annoia mai perchè ogni volta cambiano sia le vie sia le prese così come dice la mia allenatrice è come essere in gelateria dove i gusti dei gelati sono sempre tanti e diversi.

Mi piace scalare autonomamente scegliendo da sola il percorso ma in palestra ci sono sempre delle vie tracciate da seguire, delineate da prese di diverso colore in base alla difficoltà. Quindi quando arrampico il mio allenatore diventa anche la mia guida che mi comunica le indicazioni tramite un auricolare bluetooth.

Arrampico da settembre 2013 e nutro una forte passione per questo sport che mi ha portata ad intraprendere questa strada a livello agonistico con la società CUS Torino. Pratico tutte le 3 discipline quindi boulder, lead e speed in modo da essere un’atleta più completa possibile. È uno sport faticoso che mi dà tante soddisfazioni. Infatti, grazie alla pratica costante in palestra sono riuscita ad avere un grande successo nelle gare in Italia e all’estero dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con atlete molto forti di tutto il mondo. Ho gareggiato nel periodo 2014/2015 vincendo il Campionato Italiano, il Campionato Europeo in Francia e il Campionato Mondiale in Spagna.

Dal 2016 ho orientato la mia passione verso l’alpinismo. Ho iniziato a fare scalate all’aperto anche abbastanza lunghe (perché parliamo di circa 300 metri) dove la mia prima è stata “Bucce d’arancia” sul Paretone di Machaby in Valle D’Aosta insieme alla mia guida alpina Davide Enrione. È stata un’esperienza molto emozionante durata circa 5 ore dove era necessario chiudere tutti e 9 i tiri per arrivare in cima e non era possibile farne soltanto alcuni come in un qualunque allenamento. Sentivo sotto le dita una roccia tutta da scoprire, il vento tra i capelli, il rumore lontano di un fiume e percepivo il vuoto sotto di me che aumentava sempre di più. Ho iniziato così una serie di mie vittorie personali dove ancora una volta il successo si basa sulla mia forza di volontà e sulla determinazione nell’arrivare in cima a tutti i costi.

Sempre con Davide Enrione, nel 2020 ho portato a termine la mia prima scalata a picco sul mare, in Liguria nei mono tiri della falesia di Capo Noli; mentre, nello stesso anno, con Fulvio Conta, allenatore a livello nazionale del Cai, ho arrampicato per la prima volta sulle cascate di ghiaccio in Valle Dell’Orco, presso l’Ice parck di Ceresole. Entrambe esperienze stupende ed uniche nella natura: Da un lato, il calore dei raggi del sole mi bruciavano la pelle, intanto che venivo avvolta dal rumore delle onde che si infrangevano sugli scogli; dall’altro lato, il freddo pungente mi entrava sin nelle ossa nonostante l’abbigliamento tecnico, intanto che venivo circondata da quel silenzio ovattato tipico dei luoghi di montagna avvolti dalla neve.

Quando arrampico utilizzo soprattutto il tatto muovendo le braccia e le gambe in modo circolare per cercare al meglio tutte le prese e gli appigli possibili attorno a me. In palestra scalo sia sul boulder cioè in orizzontale con la protezione del materasso, sia lead e speed cioè difficoltà e velocità con corda e imbrago su pareti in verticale. Nella specialità Lead (ci sono vie sempre diverse e difficili e in gara vince chi arriva più in alto) è molto importante il rapporto di fiducia tra l’atleta e la guida che insieme formano una squadra. È necessario capirsi rapidamente perchè non bisogna perdere tempo dato che le varie posizioni del corpo in parete sono scomode. Il mio codice di comandi si basa sulle ore dell’orologio ed è come se io mi trovassi al centro di un grande quadrante dove mi viene detto per esempio “mano destra a ore 1 o piede sinistro a ore 9”. Invece quando arrampico nella specialità Speed (una via semplice omologata a livello internazionale dove in gara vince chi arriva prima) sono autonoma perché si tratta di una via sempre identica che si impara a memoria in modo da farla nel più breve tempo possibile.

SCI NAUTICO

Nell’estate del 2017 ho conosciuto il campione paralimpico Daniele Cassioli che mi ha fatto provare lo sci nautico al Centro Federale di Recetto dove ho avuto tutte sensazioni positive e mi sono particolarmente divertita. Durante la prima lezione, mi tenevo alla sbarra accanto alla barca così l’allenatore poteva spiegarmi bene l’uscita dall’acqua e la posizione corretta da mantenere sugli sci una volta in piedi. Avendo fatto sempre sport non ho avuto troppa difficoltà, tanto che mi è stato permesso poco dopo di provare a sciare dietro al motoscafo tenendo in mano il bilancino. Sin da quel giorno è presente dentro me il senso di libertà che provo ogni volta che la barca mi tira con sempre maggiore velocità, ma mi sento sicura perché so che non ci sono ostacoli davanti a me e che se cado posso soltanto finire in acqua. È bellissimo il costante contatto con la natura dove spiccano il sole e l’acqua e nelle pause tra una sciata e l’altra è possibile imparare facendo delle prove a terra oppure salendo in barca mentre sciano i compagni di squadra. Sono contenta di essere entrata a far parte di questo gruppo che è composto da persone speciali con varie disabilità ma che hanno dentro una grinta ed una forza pazzesche. Iscritta alla società Waterski Recetto, mi sono allenata intensamente per 2 mesi sia al Parco Nautico del Sesia sia al Marinella sul lago di Viverone, fino a vincere il Campionato Italiano.
In seguito nel 2018, sono salita sul gradino più alto del podio al Campionato Europeo, in Francia.

Nelle prime lezioni con i due sci ho imparato ad uscire dall’acqua al momento giusto e a restare in scia dietro alla barca lasciandomi tirare. Successivamente mi hanno spiegato che è possibile passare a destra e a sinistra dell’onda e ci sono riuscita cercando di mantenere una posizione corretta che si è rivelata complicata soprattutto durante il passaggio al monosci. Ho tenuto duro e non mi sono arresa alle prime difficoltà, ed ho fatto bene perché con la mia tenacia sono stata presto ricompensata con numerosi progressi.

Nello sci nautico ci sono tre specialità: slalom, figure e salto. Io ho iniziato dalla prima e grazie all’audioslalom riesco a superare le 6 boe previste nel campo che deve essere chiuso in pochi secondi, quindi la rapidità nella sciata è fondamentale. Ci tengo ad imparare anche le figure che sono tante, ad ognuna corrisponde un punteggio e l’atleta memorizza una certa sequenza perchè anche qua il tempo è contato. Il salto mi spaventa abbastanza e non so se un giorno mi attirerà provare a farlo poiché non amo le sensazioni di velocità e vuoto che caratterizzano questa specialità, nella quale l’atleta non vedente viene accompagnato dall’allenatore verso la rampa del trampolino e con precisione deve saltare il più lontano possibile.

Atletica

Nel settembre 2019, ho iniziato a correre in pista con Massimiliano Diabotti, mio amico e campione di triathlon, in modo da trascorrere qualche serata all’aperto diversa dalle solite. Così, uniti da un cordino di circa 10 cm tenuto in mano da entrambi, per restare il più vicini possibile, chiacchierando quando il fiato lo permetteva, ho scoperto che mi piaceva indossare le scarpe da ginnastica per uscire a correre e percepire l’aria fresca sul viso mi faceva sentire libera. Tanta la fatica da parte mia per migliorare in uno sport al quale non ero abituata e, tanta la pazienza da parte del mio compagno di squadra nel supportarmi al meglio in questa nuova avventura nel mondo dell’atletica.

La voglia di gareggiare non ha tardato ad arrivare ed il mezzofondo ha cominciato ad incuriosirmi, sin dalla prima volta che ho terminato i miei primi cinque km di fila. Ben presto, aumentando le distanze, gli allenamenti hanno iniziato a svolgersi anche su strada oltre che su pista, in zone tranquille praticamente prive di macchine e marciapiedi, apposta per essere il più al sicuro possibile. Ho iniziato a lavorare sulla resistenza e sui cambi di ritmo mentre il contachilometri mi segnalava i tempi che piano piano miglioravano, intanto che il freddo pungente dell’inverno lasciava il passo al caldo torrido dell’estate. Non so se sia meglio correre a 0 gradi piuttosto che a 30 gradi, ma so che l’intensità pazzesca degli allenamenti da rispettare come da programma, è stata sempre la stessa.

Superando qualche infortunio che ha minacciato di abbattermi, determinazione e costanza mi hanno portata ai Campionati Italiani paralimpici di atletica a Jesolo, dove guidata da Massimiliano ho vinto il doppio argento nel mezzofondo, nel settembre 2020, ovvero esattamente un anno dopo il mio inizio in questo bellissimo sport. È stato adrenalinico provare in gara anche la velocità, su cui mi sono preparata nell’ultimo periodo con Patrizio Andreoli, amico ed allenatore, che mi ha aiutata a vincere sempre ai Campionati Italiani, il bronzo guidandomi nei 100 m.