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“Se vuoi, puoi” è il progetto motivazionale che ho fondato nel 2017 rivolto a persone di ogni età, per trasmettere il messaggio che nella vita tutto è possibile se lo si vuole fortemente. Certificata Mental coach professionista presso la scuola Ekis di Reggio Emilia, fornendo strumenti e tecniche utili sia a singoli individui che a gruppi di persone, lavoro affinché ciascuno diventi la miglior versione di se stesso. Nel tempo ho capito che la mia missione di vita è essere luce e donare ispirazione sia a me che agli altri tramite il coaching. Credo sia importante ascoltare noi stessi guardandoci dentro per avere ben chiari i nostri bisogni e desideri, le nostre paure ed aspettative in modo da comprendere gli obiettivi che ci prefiggiamo e applicarci per raggiungerli.

Trasmetto il mio motto di forza principalmente verso ampie platee, parlando di come affronto la vita con la disabilità della cecità e delle mie imprese sportive, oltre a fornire metodi e strategie concreti negli eventi in tutta Italia ai quali sono invitata. Vengono proiettati alcuni miei video nelle scuole medie e  superiori, ma anche nelle sale conferenza di università, aziende ed associazioni di varia natura, così da rendere più interessanti i miei incontri. Rimango sempre molto colpita dall’attenzione che mostrano i ragazzi e gli adulti quando parlo e dalle numerose domande che mi pongono. Invece con i bimbi degli asili e delle elementari, impronto questi concetti sul gioco dove tolgo il senso della vista con una benda, suggerendo alle maestre dei percorsi tattili dove le mani o i piedi scalzi hanno un ruolo fondamentale. Adorano sfidarsi ad indovinare i gusti delle caramelle, i profumi delle spezie e ascoltare gli strumenti musicali, il tutto senza guardare. È bello notare il loro entusiasmo nel mettersi alla prova chiudendo gli occhi e la loro curiosità espressa con domande dirette e spontanee. Faccio capire che una persona disabile non deve essere ignorata ma anzi si possono fare insieme tantissime cose soprattutto se si tratta di un handicap fisico, come per esempio con un cieco si può innanzitutto parlare ma anche correre, ballare e fare altri sport. Mi riempie di gioia sentire i più piccoli gridare il mio motto ogni volta che mi incrociano per strada così come ricevere di tanto in tanto i loro allegri messaggi vocali inviati dalle maestre. Altresì aprire email e messaggi di apprezzamento sul sito e sui Social scritti dai più grandi, sono una delle cose veramente emozionanti delle mie giornate. Negli incontri a cui prendo parte sono solita portare entrambi i miei libri inclusivi, per lasciare una traccia concreta del mio passaggio e rammentare nero su bianco il messaggio in cui credo, ovvero: “Se vuoi, puoi superare i tuoi limiti, a patto che tu ci creda davvero.